Influenza, nuova ondata
Arriva in maniera molto violenta la nuova ondata di influenza che sta mettendo in ginocchio milioni di italiani. Una situazione grave, che non può essere tuttavia paragonata a quanto accade invece in America. Li, 44 Stati hanno dovuto allestire vere e proprie tendopoli per accogliere i malati, dato che gli ospedali sono pieni. È scoppiata la prima settimana di gennaio e ad oggi si contano ben 21 bambini deceduti per via della malattia.
Una vera epidemia, dato che il livello per il quale si parla di epidemia è pari al 7,2%, mentre le morti registrate nel periodo in esame legate a polmoniti e influenze ha rappresentato il 7,3% (dati resi noto dal Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie). In Italia si sono registrati 200mila casi di persone colpite dal virus, rapidamente saliti a 350mila nell’arco di una settimana. È importante non diffondere il panico, anche perché il ceppo che sta colpendo l’America è del tipo A/H3N2, mentre in Europa è un ceppo in minoranza. È lo stesso virus che provoca complicazioni quali polmoniti ed è il più aggressivo. Nel Vecchio Continente si parla di infezioni causate dal virus A e dal virus B che appartengono però al ceppo A/H1N1. È il presidente regionale Simg Lombardia, Aurelio Sessa che sottolinea come in Italia le infezioni causate dal ceppo A/H1N1 siano pari al 27%, contro il 13% di quelle causate dal A/H1N1.
Nessun panico quindi, ma la soglia di attenzione deve rimanere comunque alta, onde evitare che il virus del ceppo più aggressivo possa rapidamente diffondersi anche da noi. Nel frattempo è bene seguire le normali buone abitudini d’igiene (primo fra tutti, lavarsi frequentemente le mani), per prevenire il contagio.
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